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Allestito all’interno dell’ex convento delle Salesiane, il Museo Città di Cannara è stato inaugurato nel 2009. È dedicato alla storia di Cannara e del suo territorio ed offre l'occasione di conoscere e approfondire la storia del territorio comunale dalle origini fino all'età moderna.
Le sue sale conservano una cospicua raccolta di materiale archeologico proveniente dallo scavo di Urvinum Hortense, presso Collemancio, a testimonianza dell’occupazione del sito dall’età preromana al basso medioevo. Il Museo ospita, inoltre, una raccolta di opere pittoriche e scultoree, medievali e moderne, provenienti dalle principali chiese della città e da alcuni palazzi nobiliari.

Il percorso di visita ha inizio a pian terreno: nella prima sala si può scoprire una raccolta di strumenti musicali a fiato e percussioni di inizio ‘900, oltre a spartiti e fotografie d’epoca, che attestano la consolidata tradizione musicale della città di Cannara.

Nello stesso livello inizia il percorso archeologico, con una prima sala che custodisce materiale archeologico preromano e romano. Ma di certo il posto d’onore è riservato al policromo mosaico termale proveniente dalle terme di Urvinum Hortense, di cui è possibile godere anche un’affascinante visione dall’alto. Questo mosaico risale al I-II secolo d.C. ed è il più grande ritrovamento proveniente dall’antico municipio romano. Decorava il pavimento di una delle sale del complesso termale pubblico, nello specifico la vasca del frigidarium. Il fondo è a tessere bianche, con una cornice di tessere rosse e nere. Lungo i quattro lati, immersi in una lussureggiante vegetazione, sono rappresentati sei pigmei dai tratti fortemente caricaturali, vittime di esotici animali: ippopotami, coccodrilli, ibis e serpenti. Il quadro centrale rappresenta, invece, la buffa scena di quattro pigmei intenti a pescare in equilibrio su minuscole barche.
Alcune teche custodiscono i materiali rinvenuti nello scavo.

Accanto alla sezione archeologica, infine, trovano spazio le raccolte d’arte della Pinacoteca Civica.
Gli affreschi strappati nel 1907 dalla Chiesa della Madonna del Latte, detta anche Santa Maria delle Fontanelle, nei pressi di Collemancio, ne occupano un’intera sala.
L’intera decorazione, rimossa a causa del progressivo deterioramento architettonico della Chiesa, fu realizzata da pittori perugini, umbri e della cerchia di Tiberio d’Assisi. Rilevante è la trecentesca Madonna del Latte. La Pinacoteca custodisce, inoltre, opere di Marcantonio Grecchi, dal linguaggio austero e rigoroso, dell’assisano Dono Doni, di stile eclettico ma efficace nei ritratti dal vero, e di Francesco Longhi.
 
PILLOLE DI MUSEO
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