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La chiesa di Sant'Antonio Abate appartiene ad un antico complesso benedettino. Riedificata sul finire del XV secolo, fu notevolmente rimaneggiata nel 1707.

Conserva al suo interno due interi cicli di affreschi del Quattrocento: gli Episodi della vita di Sant'Antonio Abate, del Maestro della Dormitio di Terni, e le Storie della Passione di Cristo nel coro delle monache, una delle più impegnative testimonianze del gusto narrativo tardogotico di Niccolò da Siena.

Le sedici scene disposte lungo le pareti sono divise in due registri, fatta eccezione per il dipinto di fondo con la grande scena del Calvario. In questo ciclo pittorico Nicola da Siena mostra un linguaggio tardo gotico di vivace e disinvolta narrazione coniugato alle espressive formule dei trecentisti umbri. Le scene tragiche, crude e molto particolareggiate, riflettono l’esigenza di suscitare un forte sentimento di pietà.

Nel presbiterio della chiesa è stato, infine, collocato il monumentale e prezioso gruppo ligneo di Tobia e l'Angelo. La scultura, databile alla fine del XV secolo, è stata recentemente attribuita a Domenico Indivini, autore anche degli intarsi del coro della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi. Da notare l’elegante cromia dell’opera: sul candore della tunica dell’Angelo spiccano le dorature dei nastri incrociati sul petto, del risvolto interno del collo e dei bordi ricamati. Tobia indossa una veste azzurra, un manto rosso e calzari gialli con risvolti rossi.
 
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