Arte e storia: Luca Signorelli e la pala di Deposizione di Umbertide

  • Umbertide
  • dal 19 aprile 2019 al 5 maggio 2019
Arte e storia: Luca Signorelli e la pala di Deposizione di Umbertide

Visite guidate pensate per avvicinare il visitatore a questa stupenda opera d’arte, conservata presso il Museo di Santa Croce di Umbertide.

Alcuni cenni sull’opera

L’opera fu commissionata dalla confraternita di Santa Croce nei primi mesi del 1516 e terminata nel luglio dello stesso anno.

La data compare in basso a destra sulla cornice originale, inglobata nel 1611-12 in una più grande mostra lignea intagliata.

La scena della Deposizione è inserita, probabilmente per volontà della confraternita, in un’ampia illustrazione dei momenti salienti della Passione: in alto a sinistra le tre croci sul Golgota; al centro la Deposizione, cui assistono il gruppo delle Marie, la Vergine già svenuta e la Maddalena; a destra San Giovanni, al disopra del quale sono rappresentati il trasporto del corpo verso il sepolcro e il compianto del Cristo morto.

Essendo la confraternita intitolata alla Santa Croce, i tre pannelli della predella sono dedicati alla leggenda del Ritrovamento della vera croce di Cristo nella versione tratta dalla Leggenda aurea di Iacopo da Varagine, testo assai diffuso nel Medioevo. Il primo episodio in ordine cronologico è nella metà di destra dallo scomparto centrale e raffigura la regina di Saba che, ispirata da Dio, si inginocchia per adorare un tronco usato come un ponte su un corso d’acqua: molto tempo dopo quello stesso tronco sarà utilizzato per la croce di Cristo. Seguono, da sinistra, le storie dell’imperatore Costantino (IV secolo d.C.): Costantino mette in fuga le armate di Massenzio grazie all’ esposizione di una croce d’oro; Elena, madre dell’imperatore, ritrova la croce di Cristo sul Golgota grazie alla resurrezione di un ragazzo cui il miracoloso legno era stato avvicinato. Il racconto si chiude con l’ingresso trionfale della croce in Gerusalemme, portata dall'imperatore Eraclio che l’aveva recuperata dopo il furto commesso dal re persiano Conroe (VII secolo); l’accesso alla città viene però impedito da un angelo, che invita l’imperatore a togliere vesti e calzari e ad esporre la sacra reliquia in umili spoglie.